UNA CHIACCHIERATA CON LORETTA FANELLA
Loretta Fanella da piccola sognava di fare la stilista. Meno male - soprattutto per i palati più golosi – che i suoi genitori la volevano vicina a casa, così si iscrisse all’istituto alberghiero della sua città, Fiuggi.
 
L’avventura nel mondo della ristorazione inizia a Verona, presso il ristorante Antica Pesa dello Chef Fabio Tacchella. Quello che doveva essere un breve stage si trasforma nel suo primo lavoro quando le propongono di restare per sostituire il responsabile della pasticceria. Per lei è come un’illuminazione. Dopo due anni ha modo di entrare nel gruppo di assistenti della scuola bresciana CASTAlimenti, una scuola privata di perfezionamento di pasticceria. Da lì, nel dicembre 2001, il colloquio con Carlo Cracco, che le offre un posto da Chef nella pasticceria del suo ristorante, Cracco Peck. E’ la sua prima esperienza in un ristorante stellato e Cracco per i due anni successivi le chiede di rinnovare stagionalmente la carta dei dolci e la piccola pasticceria unendo alla massima attenzione per i dettagli un’arte dolciaria il più innovativa possibile.
 
La vera svolta arriva però con il viaggio in Spagna. Dopo aver conosciuto Albert Adrià in Italia, approfitta di una vacanza estiva per fare uno stage a El Bulli di Ferran e Albert Adrià e dopo due settimane i fratelli le propongono di restare con loro a Roses, Costa Brava spagnola. Grazie all’impegno dei tre anni successivi si addentra nell’universo della continua ricerca di tecniche, gusti e abbinamenti inediti, texture e temperature nuove, prodotti e lavorazioni mai viste fino ad ora.
 
Quindi torna in Italia, anche perché sente la necessità di smuovere il blocco in cui ristagna la pasticceria della ristorazione nostrana. Tra le diverse proposte che riceve sceglie, sia per il prestigio del nome, sia per ragioni di cuore, l’Enoteca Pinchiorri di Firenze. Siamo nel Novembre 2006 e la pasticceria dell’Enoteca cambia faccia.
 
Grazie ai dolci nuovi e creativi, intorno ai quali di generano vere e proprie discussioni, riceve svariati premi, tra cui il più prestigioso è quello “Miglior pasticcera d’Italia” dalla guida di Paolo Marchi.
 
Dopo aver lasciato la vita tipica della ristorazione, si dedica alla formazione di colleghi e professionisti del settore, inoltre cura la carta dei dessert per diversi hotel e ristoranti.
 
Nel 2010 pubblica “Oltre. Dessert al piatto” (Avanguardia Culinaria Ed.), una raccolta di 36 dolci molto articolati, che viene tradotto in quattro lingue.
 
E poi è arrivata anche la famiglia. Infatti oggi Loretta è moglie e mamma dei piccolo Giulio.
 
Estetica e gusto sono al centro dei dessert della Chef Fanella, che devono prendere forma come un quadro per il pittore. Nella sua pasticceria frutta, creme, cioccolato, biscotti, fiori sono materie a cui dare forma. Per lei tutto può essere fonte d’ispirazione e suoi dolci sono creati per restare impressi indelebilmente nella memoria di chi li degusta.
 
La Chef pasticcera Loretta Fanella (consulente pasticcera per diversi ristoranti) sarà protagonista della IMAF CHEFS' CUP in coppia con Igles Corelli (Ristorante Atman - Pescia - Pistoia), in occasione della quarta tappa della seconda edizione della competizione, che si terrà il prossimo 20 febbraio a Milano, presso il Ristorante L'Opera dell'Hotel de la Ville.
 
IL COOKING SHOW DELLA COPPIA SI ISPIRERA' AL TEMA: "La fabbrica di cioccolato"
 
L'INTERVISTA:
 
Come hai iniziato a fare lo chef? Descrivi il tuo percorso lavorativo in breve
Il mio percorso si riassume in tanti anni di esperienza nelle cucine più importanti della ristorazione italiana (e non solo), a partire dallo Chef Fabio Tacchella, passando per Carlo Cracco e il Ristorante El Bulli di Ferran Adrià, per arrivare all’Enoteca Pinchiorri.
 
Quali ‘ingredienti’ ti hanno permesso di farcela?
Tutti quelli che mi permettono di realizzare un dolce.
 
Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
La determinazione e il coraggio, che sono nascosti dietro un aspetto angelico e sereno, ma vengono fuori nei momenti migliori.
 
Il tuo piatto preferito?
La pizza e i risotti.
 
Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
Lo yogurt.
 
Quando non sei ai fornelli qual è la tua attività preferita?
Fino a un paio di anni fa andare in piscina, ora giocare con il mio piccolino, Giulio.
 
Il tuo rapporto con il cinema e il tuo film preferito.
Per via dei mie numerosi impegni non vado molto al cinema, ma guardo tanti film a casa con mio marito. Mi piacciono soprattutto i film che raccontano storie vere e quelli d’azione. Un film che ho rivisto diverse volte è “Match Point” di Woody Allen.

Il tuo rapporto con la letteratura e il tuo libro preferito.
In questi ultimi anni ho un po’ trascurato la letteratura per mancanza di tempo libero, ma tra gli ultimi libri che ho letto c’è la Saga di Twilight.
 
Qual è lo chef che ammiri di più?
Senza dubbi Ferran Adrià, un po’ perché è stato parte della mia esperienza culinaria, ma soprattutto perché lui rappresenta un esempio per tutti in questo settore settore, è il genio in assoluto, uno chef che crede in se stesso, con una passione inestimabile per il suo lavoro.
 
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Una mia attività e un bellissimo progetto da realizzare insieme a Igles Corelli in Toscana.
 
Hai mai usato la cucina come arma di seduzione?
Non direttamente, ma conquistai mio marito dicendogli di essere pasticcera.
 
Il tuo motto?
Non  mollare mai… e credi in quel che fai.
 
 
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