SERGIO DI SABATO. L'INTERVISTA
Cucina stellate, qualità e arte, nel caso di IMAF CHEFS CUP 2014 ci riferiamo al mondo del cinema; come si inserisce il caffè in questa kermesse gastronomica stellata?
Siamo molto orgogliosi di essere partner dell’edizione 2014 di IMAF CHEFS CUP, competizione che prevede il coinvolgimento di importanti e affermati chef stellati che rappresentano l’eccellenza della cultura gastronomica del nostro Paese.
In qualità di caffè ufficiale della manifestazione, metteremo a disposizione tutta la nostra arte e maestria nella preparazione del caffè maturata in oltre 50 anni di attività, interpretando la specificità dell’espresso italiano, l’unicità del suo sapore e l’autenticità della sua lunga tradizione. 
 
Ci racconta brevemente la storia dell’azienda Kimbo ?
Kimbo è da 50 anni uno dei protagonisti del mercato nazionale del caffè dimensionalmente e culturalmente, quale simbolo del caffè italiano e dell’espresso napoletano. Nata a Napoli nel 1963 come azienda familiare, Kimbo si è affermata nel corso del tempo come azienda manageriale, dinamica e fortemente innovativa.
Con un fatturato complessivo di circa 170 milioni di euro, grazie al lavoro di 150 dipendenti e una forza vendita di oltre 100 agenti sul solo territorio nazionale, Kimbo è oggi presente in Italia in tutti i canali distributivi: Retail e GDO (dove, dal 1994, è secondo player), Ho.Re.Ca., Ocs e Vending.
 
Oggigiorno i piatti dei grandi chef vengono considerati e giudicati come vere e proprie opere d’arte. E’ d’accordo?
Certamente, il piatto per uno chef è come la tela per un pittore o il foglio bianco per lo scrittore. Ogni artista ha il proprio mezzo di espressione e, anche nella cucina, materie prime, tecnica, buon gusto, creatività e dedizione rappresentano strumenti determinanti per creare un’opera d’arte in grado di conquistare il pubblico.
Anche il piatto di uno chef, inoltre, regala una vera esperienza sensoriale che appaga la vista, l’olfatto, il tatto e il gusto e che può essere interpretata da ciascuno a modo proprio.
 
Se pensa al caffè e alle sensazioni che questo prodotto suscita alla vista e al palato, c’è un’opera d’arte (o un’artista) che le viene in mente?
Mi viene in mente Eduardo De Filippo e lo storico monologo dedicato al caffè in “Natale in casa Cupiello”. Ma anche Giuseppe Verdi disse che il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito.
 
Bontà del piatto, aderenza al tema, complicità di coppia e costo del piatto sono i parametri di giudizio nei confronti dei piatti in gara e degli chef che li preparano, c’è altro che potrebbe influenzare le sue scelte?
Sicuramente l’esperienza sensoriale che saprà suscitarmi. La bontà di un piatto infatti non rappresenta un fattore oggettivo ma dipende dalle sensazioni, dalle emozioni, dai ricordi che i sapori del piatto sanno rievocare, in modo differente, in ciascuno di noi.
 
A giugno IMAF CHEFS’ CUP approda a Los Angeles insieme ai due vincitori delle tappe italiane di IMAF CHEFS’ CUP,e al loro bagaglio di prodotti e cultura gastronomica nostrani. Secondo lei, in tempi recenti, come è cambiato il modo di concepire e rapportarsi degli stranieri verso la nostra cucina e i nostri prodotti tipici?
Ritengo che il Made in Italy, soprattutto per quanto riguarda il food, continui a essere considerato nel mondo sinonimo di eccellenza e tradizione, oltre che garanzia di qualità.
 
Kimbo come si colloca rispetto al mercato estero?
Con il marchio “Kimbo Espresso Italiano”, l’azienda si sta affermando anche all’estero: solo in Francia sono 11.000 i locali che servono il caffè Kimbo.
Diffondere il caffè italiano nel mondo e valorizzare la specificità dell’espresso napoletano sono tra gli elementi fondamentali nella mission dell’azienda che, da sempre, opera per rendere disponibile sui mercati nazionali ed esteri un prodotto genuino, di qualità, autenticamente made in Italy.
 
E per concludere, dedichi un pensiero e un in bocca al lupo ai diciotto chef di IMAF CHEF’S CUP 2014.
In bocca al lupo agli chef e buon appetito ai fortunati ospiti e giurati!

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