MATILDE BOCCA SALVO DI PIETRAGANZILI. L'INTERVISTA
Cucine e cuochi stellati, qualità e arte, nel caso di IMAF CHEFS CUP 2014, poi, il riferimento al mondo del cinema; come si coniugano questi elementi con la filosofia degli alberghi SINA?
Credo si coniughino molto bene in quanto il mondo del cinema cerca strutture raffinate, con servizi di qualità e attenzioni particolari, tutti particolati che noi garantiamo. A ciò si aggiunge il fatto che se c’è un ristorante stellato il compito non può che dimostrarsi più facile!
 
Ci racconta brevemente la storia degli alberghi Sina Hotels?
SINA Hotels è nata nel 1960 con l’apertura del Grand Hotel Villa Medici di Firenze, al quale hanno fatto seguito il Bernini Bristol a Roma, l’Astor di Viareggio, Perugia con il Brufani, il Palace Maria Luigia di Parma, a Milano con De la Ville e The Gray , Centurion e Palazzo Sant’Angelo a Venezia, e infine il Relais Villa Matilde, nei pressi di Torino. Quelli erano gli anni del boom economico e le famiglie viaggiavano molto scegliendo l’Italia, che allora offriva arte, cultura, moda, storia e una grande tradizione di ospitalità, che purtroppo abbiamo un po’ perduto. Mio padre sentiva questa voglia di ospitare i viaggiatori in strutture e destinazioni di grande attrattiva turistica e poter così mostrare e dimostrare la nostra tradizione italiana, una tra le più richieste al mondo. Anche la cucina aveva e ha tutt’oggi un ruolo molto importante, infatti se ci chiediamo perché in Italia non nascono famosi ristoranti con cucina straniera come avviene in USA, Inghilterra e altri paesi, la risposta è semplice: il turista quando viene in Italia cerca la cucina italiana.
 
Oggigiorno i piatti dei grandi chef vengono considerati e giudicati come vere e proprie opere d’arte. Siete d’accordo?
Spesso ci vengono presentate delle vere opere d’arte. Io sono d’accordo, ma ciò non deve pregiudicare la qualità dei prodotti, perché a mio avviso il cliente ritorna quando ha mangiato bene  e non solo se gli è stata presentata una “scultura”.
 
Qual è il Suo rapporto con l’arte e quale il suo artista preferito?
Confesso che fino a qualche anno fa amavo la pittura antica avendo vissuto in mezzo a bellissimi quadri classici, ma negli ultimi anni sono affascinata dall’arte moderna, direi quasi da artisti emergenti, che trasmettono nelle loro opere sensazioni profonde di bellezza estetica e a volte di sofferenza. Non ho un artista in particolare che preferisco, ma è l’emozione che mi trasmette un’opera ciò che conta per me.
 
Bontà del piatto, aderenza al tema, complicità di coppia e costo del piatti. Questi i parametri di giudizio nei confronti dei piatti in gara e degli chef che li prepareranno. Cosa ne pensa di questo multiplo metro di giudizio ricolto alle ricette stellate in gara?
Direi che tutti questi elementi determinano certamente il giudizio che viene dato al piatto.
 
A giugno IMAF CHEFS’ CUP approda a Los Angeles, insieme ai due vincitori delle tappe italiane e al loro bagaglio di prodotti e cultura gastronomica nostrani. Secondo voi in tempi recenti, come è cambiato il modo di concepire e rapportarsi degli stranieri verso la nostra cucina e i nostri prodotti tipici?
La cucina italiana a mio parere continua a essere un punto di forza del nostro Paese ed è sempre più apprezzata dal turista straniero, tant’è che un tempo negli alberghi si mangiava una noiosa cucina, che si diceva “internazionale”, e i ristoranti erano semi vuoti . Da diversi anni anche i ristoranti degli alberghi hanno arruolato chef rinomati, spesso stellati, che offrono i nostri piatti tipici in base alla stagionalità dei prodotti e accompagnati da ottimi vini, soprattutto italiani. Anche noi ci stiamo dirigendo verso questa strada. In fondo in Italia abbiamo dei piatti spesso molto semplici, tra cui varie ricette di primi, che nessuno riesce a copiarci. Anzi, quelli considerati più banali sono i più difficili da imitare. E poi volete mettere le specialità delle nostre regioni, così diverse l’una dall’altra, così tipiche e gustose?!
 
Qual è il vostro chef preferito?
Non ne ho uno preferito, ma quando mi trovo bene ritorno da quello chef.
 
E per concludere, dedichi un pensiero e un in bocca al lupo ai diciotto chef di IMAF CHEF’S CUP 2014.
Vorrei assaggiare tutti i vostri piatti! Sono fiera che portiate all’estero una delle cose più belle del nostro paese e cioè la grande cucina italiana. Auguri a tutti!

Commenti
29-01-2014 - 16:26:17 - giulia lojacono
un particolare plauso x la scelta degli alberghi straordinaria catena di sopraffina Alle coppie di chefs in bocca al lupo. A Matilde Bocca Salvo rinnovo complimenti x tutto il suo operato di alta professionalità. Giulia Lojacono