INTERVISTA ALLO CHEF ROY CACERES
Roy Caceres (all'anagrafe Roy Salomon Caceres Sabagh) nasce a Bogotà (Colombia) nel 1977. All'età di sedici anni si trasferisce in Italia, a Milano, con la madre. Giocatore di pallacanestro abbandonerà questo sport per cominciare a lavorare.
 
Come ci racconta lui stesso, è entrato in contatto con il mondo della ristorazione partendo dal basso, accettando un posto da lavapiatti. Comunque la sua passione per la cucina si dimostra tanto forte da portarlo a seguire corsi di formazione e concorsi che accrescono il suo sapere e mettono in risalto il suo talento. Dopo Cortina, Forte dei Marmi e il Pellicano di Porto Ercole, viene notato di Antonella Scardovi, grazie alla quale nel 2002 arriva alla Locanda Solarola, dove si trova fianco a fianco con Bruno Barbieri, e lì ottiene la Stella Michelin.
 
Il 2010 rappresenta per Caceres un anno decisivo. Infatti, dopo alcuni mesi trascorsi ad Albano Laziale con Pipero, giunge nella capitale e a ottobre prende il via il progetto Metamorfosi Restaurant, luogo in cui la filosofia culinaria di questo giovane chef trova finalmente uno spazio ideale per esprimersi.
 
Alla base della sua cucina c'è l'Ospite, e il suo obbiettivo è quello di evocare emozioni profonde in chi degusta i suoi piatti, sollecitando attraverso il cibo un coinvolgimento totale dei sensi.
 
Cibo e ricette che rispettano il rincorrersi delle stagioni, in armonia con l'identità propria di ogni ingrediente accuratamente scelto e abbinato, in virtù di un modo di far cucina che sta innalzando Chef Roy Caceres verso i più alti livelli della ristorazione nostrana.

Chef Caceres (Metamorfosi Restaurant, Roma), in coppia con Chef Luciano Monosolio (Pipero al Rex, Roma), aprirà la seconda edizione della IMAF CHEFS' CUP 2014, proprio nella Capitale, in cui questi due giovani e promettenti chef si stanno facendo largo grazie al loro talento ai fornelli. Talento che metteranno in mostra giovedì 30 gennaio '14, presso L’Olimpo Roof Restaurant dell’Hotel Bernini Bristol.
 
IL COOKING SHOW SI ISPIRERA' AL TEMA: "Il giro del mondo in 80 giorni"
 
 
L'INTERVISTA 
 
Come hai iniziato a fare lo chef? Descrivi il tuo percorso lavorativo in breve…
Ho iniziato per necessità. Mi avevano offerto un posto come lavapiatti a Misurina (BL) e io accettai perché avrei così avuto la possibilità di entrare in contatto con il mondo della cucina. Infatti il lavoro di cuoco mi interessava molto, soprattutto per il concetto di manipolazione che porta alla trasformazione della materia. Io, di natura, sono molto curioso e mi appassionai subito a questo mestiere. Da lì ho cominciato a girare l’Italia per imparare e alla ricerca della mia vera identità in cucina.
 
Quali ‘ingredienti’ ti hanno permesso di farcela?
Passione, costanza, amore per il proprio lavoro. (Senza dimenticare mia moglie e la mia famiglia!)
 
Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
Sono caparbio, se mi metto in testa qualcosa prima o poi lo faccio.
 
Il tuo piatto preferito?
L’uovo. Il suo sapore mi piace da morire!
 
Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
La passione, secondo me fondamentale per comunicare attraverso i miei piatti.
 
Quando non sei ai fornelli qual è la tua attività preferita?
Concentrarmi sulla materia che sto lavorando.
 
Il tuo rapporto con il cinema e il tuo film preferito
Il cinema come luogo mi ha sempre dato delle emozioni molto intense. Uno dei mie film preferiti è "Alla ricerca della felicità".
 
Il tuo rapporto con la letteratura e il tuo libro preferito
Confesso che non sono un grandissimo lettore, ma un libro che mi è piaciuto molto è "Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef" di Rudolph Chelminski.
 
Qual è lo chef che ammiri di più?
Ci sono molti grandi chef che ho seguito lungo il mio percorso e da ognuno di loro ho cercato di assimilare ciò che più mi colpiva. Alcuni sono Massimiliano Alajmo, Michel Bras, Pierre Gagnaire, Ferran Adria.
 
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Continuare a far conoscere la mia cucina in Italia e all’estero.
 
Hai mai usato la cucina come arma di seduzione?
No... pensandoci, mi sembra di no.
 
Il tuo motto?
Solo chi capisce la ragioni dei propri gesti può modificarli.
 
 
 
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Commenti
13-01-2014 - 11:33:00 - Livio
Verrò al Metamorfosi a provare :-)))
13-01-2014 - 11:33:00 - anonimo
Che film avete scelto??