DUE CHIACCHIERE IN COMPAGNIA DI PIERGIORGIO SIVIERO
Piergiorgio Siviero è un altro giovane chef nel cui curriculum spiccano varie esperienze con i grandi della ristorazione, non solo italiana, come quella a Il Luogo di Aimo e Nadia, ma soprattutto nelle cucine Oltralpe, in particolare i quattro anni trascorsi a Parigi e Montecarlo, nei ristoranti pluristellati di sua maestà Alaine Ducasse.
 
Tornato a Pontelongo (Padova), suo paese d’origine, nel 2005, questo ragazzo modesto e con la testa sulle spalle, ma molto determinato e lucido, prende in mano il ristorante dell'albergo di famiglia, l’Hotel Trieste, fondato da nonno Lazzaro nel 1915, da cui prende appunto il nome: Lazzaro 1915. Dopo averlo completamente ristrutturato, riesce a dar vita a uno dei ritrovi gastronomi più rinomati della zona, e non solo, il cui valore viene definitivamente riconosciuto nel 2012, grazie alla prima stella Michelin insignita al giovane cuoco.
 
Lungo un percorso in cui non sono certo mancati ostacoli e rallentamenti, la vera, grande sicurezza di questo giovane e promettente chef è comunque sempre stata la famiglia, la concreta e tradizionale famiglia nostrana. Un indispensabile appoggio che si è dimostrato fondamentale per Piergiorgio in ogni aspetto della sua vita e che, inevitabilmente, si ritrova anche nei suoi piatti, dove alla cura quasi maniacale nella scelta delle materie prime ereditata da Aimo Moroni, si uniscono i tecnicismi della scuola ducassiana, il tutto sempre caratterizzato da un’impronta inconfondibile che rimanda ed esalta letipicità territoriali.

 
Piergiorgio Siviero (chef Ristorante Lazzaro 1915 - Pontelongo - Padova) sarà protagonista insieme a Paolo Cappuccio (chef La Casa degli Spiriti - Costermano - Verona) della sesta tappa della IMAF CHEFS' CUP, che si terrà il prossimo 4 giugno, presso L'Antinoo's Lounge and Restaurant del Centurion Palace di Venezia
 
 
L'INTERVISTA:
 
Come hai iniziato a fare lo chef? Descrivi il tuo percorso lavorativo in breve…
Sono nato e cresciuto (nel vero senso della parola) dentro una cucina, ultimo di sei fratelli, divisi in due famiglie, quella di mio padre e quella di suo fratello, che gestivano a loro volta il locale che era stato del loro padre Lazzaro (da qui il nome del ristorante). Ho sempre voluto fare solo questo, penso che non saprei fare altro. Ho girovagato per una decina d’anni, e mi è stato insegnato a fare un passo indietro dinnanzi al cibo, a rispettarlo. Poi ho imparato il senso del sacrificio e il privilegio d’entrare in cucina la mattina. E ora lavoro a casa mia, ogni giorno devo ricordarmi solo questo...
 
Quali ‘ingredienti’ ti hanno permesso di farcela?
La mia famiglia, la salute, la fortuna, il senso del dovere… ma se pensassi di avercela fatta non sarebbe un’idea troppo intelligente, forse anche in questo sta il privilegio di svolgere un lavoro come il mio: puoi spaziare all’infinito tra le conoscenze e la cultura, c’è un inizio ma non una fine, per un percorso che ti entra nell’anima e nel corpo.
 
Qual è la caratteristica principale del tuo carattere?
La tenacia.
 
Il  tuo piatto preferito?
La pasta.
 
Qual è l'ingrediente che usi di più in cucina?
L’acqua.
 
Quando non sei ai fornelli qual è la tua attività preferita?
La Diletta.
 
Il tuo rapporto con l'arte e la tua forma d'arte preferita?
Mi emoziona pensare a tutti i vissuti, i momenti, i perché ma anche i poi, che si celano dietro l’origine di ogni opera che mi affascina… se vogliamo, ma senza esagerare, anche la storia di un piatto può celare questi retroscena. Riassumendo, quindi, amo i backstage di un opera d’arte.
Il cinema è la mia forma d’arte preferita.
 
Se fossi un quadro o un’opera d’arte quale saresti?
Mi piace pensare al pensatore di Rodin, ma è più un fatto “posturale”…
 
Se fossi un film…?
“Field of Dream”.
 
Se fossi una canzone/una musica…?
“Don’t Stop Me Now” dei Queen.
 
Se fossi un libro…?
“White Heat” di Marco Pierre White
 
Qual è lo chef che ammiri di più? E l’artista?
Tutte le persone che si pongono nei confronti del cibo con passione ed etica sono per me simbolo di grande professionalità nel lavoro, ciò penso che valga anche per gli altri settori.
L’artista è Stanley Kubrick.
 
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
La mia famiglia, far da mangiare amando il cibo.
 
Hai mai usato la cucina come arma di seduzione?
Tutti i giorni in ogni piatto.
 
Il tuo motto?
Cuciniere organizzato proporzionalmente incasinato nella vita.

Commenti
04-06-2013 - 14:03:58 - Candeo Enrico
Una straordinaria persona rispecchiante della sua famiglia e della sua terra. FANTASTICO